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La natura, il clima, la
cultura, la splendida gente, la musica, le danze e
perfino la lingua sono diversi nel Nordeste,
che conta più di trenta milioni di abitanti, ossia
più del 20% della popolazione del Brasile.
Il nordest ospita lo stato di Bahia, con la sua "maravilhosa"
capitale Salvador, dalle origini africane della sua
cultura che gli altri Stati brasiliani nordestini non
condividono.
Lo stato di Bahia costituisce senza dubbio l'altro
volto del Brasile
con peculiarità e specifiche connotazioni che ne
fanno una meta sempre nuova e sempre appetibile per il
turismo internazionale. I filologi e gli storici
perdono tempo discutendo se questa città si chiami
città di Salvador o città di San Salvador. Città di
Salvador de Bahia dicono alcuni. La verità è che
nessuno da la minima importanza ai filologi: il popolo
continua a chiamare la sua città con dolce nome di
Bahia.
Scrive Jorge Amado, lo scrittore brasiliano che
più e meglio di tutti ha interpretato i segreti di
questa terra, che Bahia non è necessario spiegarla "perché
il suo mistero è come un unguento che scorre dal
cielo e vi avvolge completamente, corpo anima e
cuore". Bahia e proprio cosi: è la capitale "dell'anima
brasiliana", città che sa prendervi con
tutte le sue espressioni di antica derivazione
africana. |
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La città fu fondata
intorno al 1530, quando il re del Portogallo Joao
III inviò un folto gruppo di colonizzatori per
presidiare questa terra dagli occupanti francesi e
olandesi della zona. Venti anni dopo, quando si
insediò il primo governatore generale, Salvador
divenne la prima capitale del Brasile.
Da allora Salvador
Bahia, pur smarrendo progressivamente la sua
importanza politica ed economica, continuò ad
accogliere coloni e introdurre schiavi provenienti dal
continente africano.
Fin dall'inizio, dunque, Salvador
Bahia si caratterizzò per essere punto
d'incontro di diverse etnie e culture: indios,
portoghesi, africani. Un incontro ricco di
contaminazioni, all'origine dell'autentica identità
brasiliana, i cui segni vivono e pulsano ancor oggi
nei paesaggi urbani e nella gente di questa
straordinaria città.
La dimensione mistica e animistica è un originale
frutto di questa storia ed è parte integrante della
vita dei baiani. Una tradizione che risale al tempo in
cui gli schiavi negri, non potendo adorare
pubblicamente le divinità della propria religione
panteista Candomblè,
dettero vita a un'originale fusione e continuarono a
venerarle trasferendole nei simboli della religione
cattolica: dietro l'immagine della Madonna e di
Sant'Antonio, ad esempio si celavano gli dei africani Iemanja
e Oxunmarè.
Un'altra espressione di quel periodo è la Capoeira,
una tecnica di combattimento che gli schiavi negri
avevano camuffato in spettacolare danza marziale per
superare il divieto alla lotta imposto dai loro
padroni.
Gli sfondi musicale che accompagnano i riti della Candomblè
e della Capoeira
hanno sonorità molto simili, scandiscono i tempi
della cerimonia e con loro ritmi iterati favoriscono
nella intenzione il contatto con gli dei.
Non vi sarà difficile assistere a una seduta di Candomblè
(si svolgono in genere nelle ore notturne), e ancora
più facile vi sarà incontrare agli angoli della
esibizioni di Capoeira
accompagnate della musica dei berimbau antico
strumento a una corda.
La vita religiosa, del resto, è presente tutto l'anno
a Salvador
Bahia e ogni mese riserva interessanti feste
popolari, spesso accompagnate da allegre processioni.
Fra le molte ricordiamo la processione
di Boa Viagem, che si svolge nel giorno di
capodanno: il festival
di Bonfim il terzo giovedì di gennaio; i
festeggiamenti per la Dea Candomblè, Iemanja,
a febbraio; le feste
juninas, nel mese di giugno, dedicate ai Santi
Antonio, Giovanni e Pietro;
infine, 18 dicembre la processione
di Nossa Senhora da Conceiçao da Praia e
soprattutto il Carnevale
di Bahia fra i più originali del mondo anche
per i suoi richiami mistici. Lungo le vie di Salvador
si muovono carri con sopra i famosi Trios Eletricos,
gruppi musicali che fanno ballare la gente per le
strade e nelle piazze. In questi giorni potreste
osservare anche agli afoxe (i fedeli del Candomblè)
sfilare con le immagini dei loro protettori, cui
dedicano offerte e canti. La manifestazione dura per
sette giorni interi - non c'è un attimo di sosta dal
giovedì al martedì che precede il giorno delle
ceneri - in un clima di puro divertimento. |
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Passeggiandola in modo
disteso, vi sarà naturale percepire e farvi attrarre
dai suoi mille richiami i ipnotici, presenti in molti
aspetti della sua vita quotidiana: dalla musica (qui
sono nati Joao Gilberto, Baden Powell e Gilberto
Gil) al modo di vestire e comunicare, dalle
sontuose cerimonie ai profumi usciti della sua
invitante cucina, fatta di piatti e bevande di chiara
derivazione africana, dalle immagini sacra alla sua
splendida dimensione architettonica.
Salvador
Bahia merita di essere scrutata e gustata in
molti suoi aspetti: nelle testimonianze
architettoniche e artistiche della sua storia, ben
conservate nella Città
Alta e nel famoso quartiere
Pelourinho, che raggruppa uno
straordinario insieme di edifici coloniali del XVII e
XVIII (L'Unesco li considera i meglio conservati delle
due Americhe); Il quartiere antico si presenta oggi
sapientemente ristrutturato e costituisce uno dei
complessi architettonici in stile coloniale meglio
conservati al mondo. Nei suoi scorci paesaggistici,
ricchi di belle spiagge e di isole tropicali; nella
gioiosa atmosfera delle sue notti musicali e danzanti.
Nella Cidade Alta, contigua alla Praça
da Se incontrerete il Terreiro
de Jesus (dove ogni domenica si tiene un
mercatino artigianale con bei pizzi fatti a mano,
oggetti in pelle e cuoio, dipinti e altri articoli),
con le tre celebri chiese di Salvador
Bahia: La grande Cattedrale,
il cui altare centrale è lavorato in lamina d'oro, la
Chiesa Domenicana
(XVII sec.) e la Chiesa
di San Pietro (XVIII sec.).
Nelle vicinanze, a praça Anchieta, si trova la
Chiesa di San
Francesco con annesso monastero
dall'affascinante cortile: è una delle chiese
barocche più ricche al mondo ed ospita uno splendido San
Pietro ligneo. Da visitare, nel centro della
città, anche il Museo
delle Arti Sacre: sicuramente uno dei
preziosi dell'America Latina.
Nella piazza centrale troverete la casa
de Jorge Amado, il museo-biblioteca dello
scrittore brasiliano più amato e celebrato. Nei
pressi potete anche visitare il piccolo Museo
da Cidade, dove sono esposte interessanti
opere del folclore afro-brasiliano e della religione Candomblè.
Da piazza Pelourinho si può raggiungere la Chiesa
di Nossa Senhora do Rosario dos Pretos,
una chiesa realizzata dagli schiavi per gli schiavi,
essendo nel passato a loro preclusa la frequentazione
di altre chiese.
Di sicuro rilievo per importanza storica e
costruttiva, sono la Chiesa
Carmelitana e l'annesso convento,
realizzati nel 1585. La città Alta è raggiungibile
anche utilizzando L'Elevador
Lacerda, un imponente ascensore realizzato
nel 1930 seguendo i canoni estetico dell'art-decò,
che sale fino a 85 mt.
La Cidade Baixa
rappresenta il volto più moderno e commerciale di Salvador
Bahia. Qui potrete immergervi nel Mercado
Modelo, il mercato artigianale più famoso
della città: uno spazio pittoresco dove, oltre a
contrattare ed acquistare, si può assistere e
divertirsi con spettacoli di musica e Capoeira.
Poco più in là si incontra la Chiesa
di Nossa Senhora da Conceiçao che ospita,
18 dicembre di ogni anno, una delle più importanti
processioni religiose della città.
Famose sono le spiagge di Salvador,
soprattutto quelle della costa settentrionale. Barra,
la spiaggia della città, è nota per il clima di
accoglienza e allegria che i suoi caffè e bar sanno
assicurare a tutte le ore. Procedendo verso nord,
s'incontrano numerosi altri lidi, qua e la costeggiati
da alberghi e piantagioni di cocco. A Pituba
potete avvistare jangadas
e frotte, le tipiche imbarcazioni a vela dei pescatori
realizzate con tronchi di legno. Piata
e Itapoan (in
quest'ultima il tramonto è uno spettacolo da non
perdere) vengono considerate le spiagge più belle di Salvador.
Fuori città, a 80 km di distanza, si giunge a una
delle regioni più belle di Bahia:
Praia do Forte.
Qui, su un litorale incontaminato e lungo ben 12
chilometri (ospita, fra l'altro, un importante centro
di protezione delle tartarughe marine), la sabbia è
bianca e punteggiata da un'infinità di palme da
cocco.
All'interno della baia di Salvador,
la Bahia de
Todos os Santos, si può raggiungere l'ilha
de Itaparica, splendida isola dal
passaggio tipicamente tropicale, per trascorrere una
giornata rilasciante fra gustare bevande e fantasiose
portate di mare.
Di ritorno a Salvador
Bahia ci attende con la sua notte fatta di
incontri festosi, folclore, danze e tanta buona musica
nei locali del Centro
e in quelli, numerosissimi, disseminati lungo
spiaggia. |
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